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ADR

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Domande frequenti

 

        Domande frequenti

Fonti: Mondoadr.it e Concilia.it

 

D

Cosa significa ADR?
R

ADR è l'acronimo di ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION, ovvero risoluzione alternativa delle controversie. A come Alternativo rispetto all’utilizzo della giustizia ordinaria, ma anche come Amichevole modo di risolvere le controversie, basato sull’Accordo delle parti. Il magistrato è chiamato a pronunciarsi sulle ragioni e sui torti, ed a dichiarare chi, tra i contendenti, risulti a suo parere vincitore. Senza dubbio il costo del procedimento giudiziario ed il lungo tempo necessario per la pronuncia della sentenza rendono conveniente il ricorso alle procedure alternative.

D Quanti tipi di ADR esistono ?
R

La definizione di ADR include varie forme di procedure per la risoluzione alternativa dei conflitti. Le procedure più diffuse sono sicuramente la mediation (in italiano mediazione, conciliazione) e l'arbitrato.

D

Quale è la procedura ADR più diffusa?

R

La procedura di Adr più usata è senza alcun dubbio la mediazione/conciliazione, sebbene essa possa essere adoperata congiuntamente con altri tipi di procedure.

D

L’utilizzo della conciliazione può costituire una minaccia per il mercato dell’avvocatura?

R

In realtà  le controversie continueranno ad esistere e coloro che si dimostreranno più sensibili alle esigenze della loro clientela ad una rapida e più economica risoluzione delle controversie, assisteranno probabilmente il cliente soddisfatto anche per le controversie future. Gli avvocati stanno dimostrando una sempre maggiore sensibilità  verso le procedure di ADR approfondendo la loro conoscenza sia al fine di agire come conciliatori terzi neutrali(quando non sono coinvolti loro clienti) sia nel rappresentare efficacemente i propri clienti davanti al conciliatore. Il responsabile del contenzioso di una grandissima multinazionale ha recentemente dichiarato durante un convegno a Milano che la sua società  non lavorerà  più con quegli avvocati esterni che non dimostrano di conoscere le procedure di ADR. In Gran Bretagna, per esempio, fa parte dell’obbligo deontologico dell’avvocato quello di informare il proprio cliente sul ricorso alle procedure di ADR prima di andare in tribunale.

D Quale è la differenza tra un arbitro e un conciliatore?
R

Il conciliatore non emette giudizi, ma assiste le parti nel trovare una soluzione comune. Un arbitro, anche lui nella veste di terzo neutrale, produce un giudizio vincolante per le parti sulla base delle evidenze presentategli durante la procedura di arbitrato.

D Quale è la differenza tra mediazione e conciliazione?
R

Nella lingua italiana spesso questi due termini vengono utilizzati come sinonimi. Vero è che in certi ambiti si parla più propriamente di mediazione (per es. mediazione familiare / ambientale / internazionale) ed in altri si utilizza invece il termine conciliazione (per es. tentativo di conciliazione nell’ambito delle controversie di lavoro). Volendo trovare una differenza sostanziale si deve sottolineare come la mediazione può rappresentare l’intero iter del procedimento, mentre la conciliazione è più propriamente il momento finale della mediazione, rectius il risultato.

D Quale è la differenza tra la mediazione/conciliazione e l'arbitrato ?
R

L’arbitrato ha come esito un giudizio vincolante adottato da un terzo neutrale. L’arbitrato nasce da un accordo delle parti che può essere preesistente all’insorgere della controversia o successivo a questa, tuttavia la principale differenza risiede nel fatto che in tale procedura la soluzione alla controversia è imposta alle parti da un terzo neutrale. Nella conciliazione il terzo neutrale aiuta le parti ad elaborare la loro personale soluzione.

La mediazione/conciliazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) facilita il dialogo tra le parti con il fine di raggiungere un accordo. Il mediatore/conciliatore quindi non esprime alcuna opinione (se non richiesta da tutte le parti), e non emette nessuna decisione in ordine all'oggetto della disputa.
Nell'arbitrato, invece, il terzo imparziale viene chiamato ad emettere una vera e propria decisione (quindi, in definitiva, giudica).

PROCESSO / ARBITRATO

MEDIAZIONE / CONCILIAZIONE

La procedura può essere attivata e portata avanti da una sola delle parti in assenza della altre

La procedura è volontaria e richiede il consenso e la partecipazione di tutte le parti

Allontana le parti che si riconoscono come "nemici"

Rende possibile l'incontro: le parti si riconoscono come "avversari" e non come "nemici"

La controversia è risolta da un terzo (giudice o arbitro)

La controversia è risolta dalle parti

Procedura formale

Procedura informale

Criterio decisionale è giuridico

Criterio decisionale è metagiuridico nel pieno rispetto della legge

C'è sempre un vincitore e un perdente

Tutti sono vincitori

Il ruolo delle parti è passivo: sono rappresentate sempre da un soggetto professionista

Il ruolo delle parti è attivo: devono essere sempre presenti personalmente anche se possono farsi assistere da un soggetto professionista

Sono possibili dinamiche di forza e di potere

Non sono possibili dinamiche di forza e di potere perchè il consenso sostituisce la forza --> la cooperazione delle parti prescinde dal potere della forza

Esito del processo giurisdizionale o arbitrale non dipende sempre dalle parti le quali subiscono un giudizio

Esito della mediazione/conciliazione dipende al 100% dal consenso delle parti --> il mediatore/conciliatore non deve esercitare alcun potere in quanto non spetta a lui la risoluzione del conflitto

L'esito del processo è una sentenza

L'esito della mediazione/conciliazione è un accordo volontario

L'esecuzione della sentenza non è sempre spontanea e spesso occorre attuarla coattivamente

L'esecuzione dell'accordo è spontanea perché vantaggiosa per tutte le parti

D Cosa è la mediazione/conciliazione?
R

La mediazione è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie.
E' una procedura nella quale un terzo neutrale, preparato, indipendente ed imparziale - che non è giudice e non è un arbitro ma piuttosto un "comunicatore" - "facilita" ed "assiste" la negoziazione con lo scopo di raggiungere un accordo che definisca la controversia con reciproca soddisfazione delle parti, ricercando gli "interessi comuni non sempre evidenti".
La procedura di mediazione è volontaria, riservata, e non pregiudica l'esito di un'eventuale procedura giudiziale.
La mediazione si basa, pertanto, esclusivamente sulla volontà delle parti di ricercare un accordo soddisfacente per tutte in modo che le stesse siano portate a darvi attuazione spontanea in quanto più vantaggiosa dell'eventuale inadempimento.

D Quali soni i vantaggi della mediazione/conciliazione?
R

La mediazione è più vantaggiosa del processo giudiziale:

Ha successo: oltre l'86%* dei casi sottoposti a madiatori/conciliatori professionisti si risolvono con un accordo. (*dati UNIONCAMERE, elaborazione Concilia);

E' veloce: la maggior parte delle mediazioni vengono risolte entro due o tre giorni;

E' conveniente: la mediazione è in assoluto la strada meno costosa per risolvere una controversia;

Le parti hanno potere di controllo sulla procedura e sul risultato. Scelgono se accordarsi o meno e con quali modalità;

La mediazione aiuta a conservare le relazioni commerciali ed interpersonali in maniera più efficiente di quanto avvenga con l'arbitrato o con il processo;

La mediazione consente il raggiungimento di un'ampia varietà di opzioni di accordo che superano l' "accordo" prettamente economico;

Informale e flessibile: la procedura viene adattata alle esigenze degli utenti/parti;

E' riservata, il conciliatore non riferirà nulla di quello che verrà a conoscenza durante la conciliazione;

Se le parti non giungono ad un accordo non perdono nessun diritto e sono libere di abbandonare le trattative in qualsiasi momento

D

Una parte coinvolta nella controversia può, attraverso la procedura di conciliazione, avere accesso a delle informazioni riservate riguardanti la posizione della parte opponente nella controversia?

R

Ciascuna parte ha il controllo completo delle informazioni rivelate durante la conciliazione. Se non si vuole che la controparte venga a conoscenza di determinate informazioni è sufficiente renderlo noto al conciliatore che provvederà  in tal senso. È da osservare, comunque, che nell’ipotesi che si tratti di un’informazione in grado di influenzare la decisione dell’altra parte su un possibile accordo, si avrà  ben poco danno nel rivelarla durante la procedura.

 
 

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